Proprietà adattogene, prestazioni fisiche e salute metabolica
Withania somnifera, nota comunemente come Ashwagandha, è una pianta della tradizione ayurvedica sempre più al centro della letteratura scientifica contemporanea.
Nel contesto attuale, dominato da stress cronico, disturbi del sonno e crescente attenzione per la salute mentale e fisica, questo adattogeno si è guadagnato una posizione di rilievo.
L’articolo pubblicato da Sprengel et al. su Nutrition & Metabolism nel 2025 offre una rassegna dettagliata delle evidenze disponibili, focalizzandosi su tre grandi aree: meccanismi biologici, benefici clinici e applicazioni nello sport.
Meccanismi fisiologici: come funziona Ashwagandha
Sonno, neurotrasmettitori e qualità del riposo
La qualità del sonno è un parametro fondamentale per la salute generale. L’ashwagandha sembra agire in modo diretto sul sistema GABAergico, il principale responsabile della regolazione del rilassamento e dell’addormentamento.
Studi su modelli animali e umani hanno mostrato una riduzione della latenza del sonno, un aumento della fase di sonno profondo e un incremento della concentrazione di GABA nel cervello. Gli effetti sono più marcati nei soggetti con insonnia cronica e nei protocolli che superano le otto settimane di integrazione.
Cortisolo e risposta allo stress
L’azione di Ashwagandha sull’asse HPA rappresenta uno dei suoi meccanismi più solidamente documentati. In numerosi studi clinici, l’integrazione quotidiana con dosi tra 250 e 500 mg ha portato a una riduzione significativa del cortisolo mattutino. Questo effetto si riflette anche a livello soggettivo, con un miglioramento nella percezione dello stress, della qualità della vita e dei sintomi legati all’ansia e alla depressione.
Inoltre, si ipotizza che alcuni composti attivi della pianta, come il withaferin A, interagiscano direttamente con i recettori dei glucocorticoidi, modulando la risposta ormonale allo stress.
Benefici clinici: ormoni, infiammazione e salute generale
Testosterone e funzione riproduttiva
L’ashwagandha sembra influenzare positivamente anche l’asse ormonale sessuale. Diversi studi riportano un aumento significativo dei livelli di testosterone, specialmente negli uomini sottoposti ad allenamento di forza o con condizioni subcliniche.
Gli effetti sono attribuiti a una combinazione di fattori: miglioramento del sonno, riduzione dello stress e un possibile effetto diretto sulle gonadi.
Nel campo della fertilità maschile, i risultati sono particolarmente incoraggianti: aumenti nella concentrazione spermatica, nella motilità e nei livelli di LH suggeriscono un impatto concreto sulla qualità seminale.
Infiammazione e stress ossidativo
Le proprietà antiossidanti e antinfiammatorie di Ashwagandha trovano conferma sia in studi preclinici sia in ricerche cliniche. L’assunzione regolare della pianta è associata a:
- Riduzione dei marker infiammatori come NF-κB
- Aumento degli enzimi antiossidanti come la superossido dismutasi e la catalasi
- Miglioramento della capacità antiossidante totale del plasma
Questi effetti aprono possibilità di applicazione in ambiti come la prevenzione dell’invecchiamento cellulare e la gestione delle patologie croniche a componente infiammatoria.
Performance sportiva: risultati promettenti ma ancora parziali
Forza, resistenza e recupero
Una delle aree più affascinanti di ricerca sull’ ashwagandha riguarda le prestazioni fisiche. Alcune meta-analisi suggeriscono un miglioramento in vari parametri sportivi:
- Incremento della forza massimale (1RM su panca, squat, leg extension)
- Aumento del VO2max in atleti e soggetti allenati
- Riduzione della fatica muscolare e miglioramento del recupero
Tuttavia, nonostante i risultati positivi, il numero totale di studi resta limitato, in particolare per quanto riguarda atleti professionisti.
Composizione corporea e metabolismo
L’ashwagandha ha mostrato di supportare i cambiamenti nella composizione corporea in combinazione con l’allenamento di resistenza. I soggetti che assumevano la pianta hanno registrato aumenti nella massa magra e riduzioni nella massa grassa. Alcuni studi su animali suggeriscono anche un possibile aumento del dispendio energetico e un miglioramento della funzione mitocondriale, ma sono necessari dati più robusti per confermare questi risultati sull’uomo.
Salute mentale e cognizione
Ansia e benessere psicologico
L’ashwagandha ha ottenuto risultati rilevanti anche nella riduzione dell’ansia. Sia in soggetti sani sia in pazienti con disturbi generalizzati, i punteggi ai test clinici come la Hamilton Anxiety Scale si sono ridotti in modo significativo rispetto al placebo. La sua efficacia sembra paragonabile, in alcuni casi, a quella dei farmaci ansiolitici, ma con un profilo di effetti collaterali molto più favorevole.
Memoria e funzioni cognitive
Gli studi indicano che l’integrazione con Ashwagandha può migliorare la memoria, la velocità di elaborazione delle informazioni e la flessibilità cognitiva. Questi benefici sono documentati sia in soggetti giovani sottoposti a stress mentale sia in anziani in fase di declino cognitivo lieve.
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Fonte: Sprengel M., Laskowski R., Jost Z. (2025), “Withania somnifera supplementation: a review of its mechanisms, health benefits, and role in sports performance”, Nutrition & Metabolism






