Uno studio su 150 adulti rivela l’effetto ipoglicemizzante dell’estratto di Cinnamomum zeylanicum, con benefici significativi nel diabete tipo 2
C’e’ una spezia che si trova in ogni supermercato, in decine di formati e confezioni, spesso senza che la specie botanica sia indicata chiaramente sull’etichetta.
Eppure quella distinzione cambia tutto: cambia il profilo tossicologico, cambia la compatibilita’ con la normativa europea, cambia l’efficacia nei trial clinici.
Stiamo parlando della cannella. E, piu’ precisamente, della differenza tra Cinnamomum zeylanicum – la varieta’ di Ceylon – e il Cinnamomum cassia, che costituisce la maggior parte di cio’ che viene venduto e formulato.
Un trial clinico randomizzato pubblicato su PLOS ONE a gennaio 2025 ha messo a confronto le due realta’. Il risultato principale non era quello atteso: il colesterolo LDL non e’ calato in modo significativo.
Ma la glicemia a digiuno si’. E nei pazienti con diabete tipo 2, la riduzione e’ stata di 78,6 mg/dL contro 11,2 mg/dL del placebo. Un dato che cambia il modo di pensare a questo ingrediente.
Profilo fitochimico dell’estratto di Cinnamomum zeylanicum
L’estratto usato nel trial era standardizzato a un minimo del 30% di polifenoli, costituiti soprattutto da proantocianidine di tipo A (PAC A), composti con documentata attivita’ sulla gestione del glucosio.
Il contenuto di cumarina era allo 0,01%. Questo valore e’ molto piu’ basso rispetto al Cinnamomum cassia, storicamente associato a rischi di epatotossicita’ in assunzioni prolungate.
Il prodotto conteneva inoltre cinnamaldeide, eugenolo e acetato di cinnamile come composti principali, quantificati tramite HPLC.
La caratterizzazione chimica precisa e’ stata uno dei punti di forza del protocollo. Ha risolto il problema della nomenclatura ambigua delle specie di cannella, che nella letteratura precedente aveva reso difficile confrontare i risultati tra studi diversi.
Perche’ il contenuto di cumarina conta nella formulazione nutraceutica
La cumarina nel Cinnamomum cassia e’ un problema concreto per chi formula integratori a uso quotidiano. L’EFSA ha stabilito una dose giornaliera tollerabile di 0,1 mg per kg di peso corporeo.
Con alcune preparazioni commerciali di cassia, questa soglia e’ facilmente raggiungibile. Con l’estratto di Ceylon usato nel trial – cumarina allo 0,01% – il margine di sicurezza e’ decisamente piu’ ampio.
Per chi sviluppa formulazioni destinate a un uso prolungato, la scelta della specie non e’ un dettaglio. E’ una variabile che incide sulla compliance regolatoria europea e sulla sicurezza del prodotto nel tempo.
Effetto sulla glicemia a digiuno: i dati del trial
I 150 partecipanti avevano valori di LDL-C tra 100 e 190 mg/dL, eta’ media di 50,4 anni, con il 66% di sesso femminile.
Il dosaggio era di 1000 mg/die di estratto – due capsule da 500 mg prima dei pasti principali – per 12 settimane.
L’outcome primario, la riduzione dell’LDL-C, non ha raggiunto la significativita’ statistica (differenza media aggiustata: 6,05 mg/dL; p = 0,161).
Sul fronte glicemico, pero’, il risultato e’ diverso: riduzione significativa della glicemia a digiuno rispetto al placebo, con una differenza media aggiustata di 8,59 mg/dL (IC 95%: 0,59-16,59; p = 0,036).
Nessuna variazione significativa per HbA1c, HDL-C, trigliceridi o parametri antropometrici. L’assenza di effetto sull’HbA1c e’ in linea con altri trial di durata simile: 12 settimane non sono sufficienti a modificare l’emoglobina glicata, che riflette un arco temporale piu’ lungo.
Il sottogruppo con diabete tipo 2: il dato piu’ rilevante
Lo studio ha analizzato i risultati separatamente per tre gruppi: soggetti normoglicemici, con prediabete e con diabete tipo 2 (T2DM).
Nei partecipanti con T2DM, l’estratto ha prodotto una riduzione media della glicemia a digiuno di 78,6 mg/dL, contro gli 11,2 mg/dL del gruppo placebo.
L’interazione tra trattamento e stato glicemico e’ risultata statisticamente solida.
Il messaggio e’ chiaro: l’effetto cresce al crescere della compromissione metabolica basale. Nei soggetti normoglicemici la risposta e’ stata minima. Nei diabetici, il segnale e’ forte e clinicamente rilevante.
Meccanismi d’azione: dalla via AMPK alle proantocianidine
Perche’ l’effetto e’ selettivo nei pazienti con T2DM? La letteratura preclinica indica due percorsi principali.
Il primo riguarda la via AMPK: l’estratto di C. zeylanicum puo’ promuovere la traslocazione di GLUT4 attraverso il pathway LKB1-AMPK, aumentando l’uptake di glucosio nel tessuto adiposo e muscolare.
In parallelo, aumenta l’espressione dei recettori per l’insulina (IR) e dei substrati del recettore insulinico (IRS), migliorando la risposta cellulare al segnale insulinico.
Il secondo meccanismo coinvolge le proantocianidine di tipo A: in vitro hanno mostrato attivita’ anti-amiloidogenica nei confronti del polipeptide amiloide delle isole pancreatiche (hIAPP), implicato nella degenerazione delle cellule beta nel T2DM.
Nei soggetti con funzione beta-cellulare gia’ compromessa, questo effetto protettivo potrebbe amplificare la risposta complessiva all’estratto. Ed e’ probabilmente qui che risiede la spiegazione della selettivita’ osservata nel trial.
Sicurezza a 12 settimane: nessuna tossicita’ epatica o renale
A 12 settimane, nessun effetto significativo sulla funzionalita’ epatica (AST, ALT) ne’ su quella renale (eGFR, creatinina sierica).
La frequenza di eventi avversi nel gruppo trattato (7,7%) era sovrapponibile al placebo (8,0%). La gastrite e’ stata la manifestazione piu’ comune in entrambi i bracci, e nessun evento ha richiesto la sospensione del trattamento.
Questi risultati sono in linea con un trial di fase I condotto in precedenza sullo stesso estratto in volontari sani. Il profilo di tollerabilita’ appare adeguato per un utilizzo prolungato a 1000 mg/die.
Un confronto diretto con Cinnamomum cassia a parita’ di dosaggio resta un punto aperto per la ricerca futura, ma il vantaggio della Ceylon sul fronte della cumarina e’ gia’ ben documentato a livello compositivo.
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Fonte: Muthukuda D, de Silva CK, Ajanthan S, Wijesinghe N, Dahanayaka A, Pathmeswaran A. Effects of Cinnamomum zeylanicum (Ceylon cinnamon) extract on lipid profile, glucose levels and its safety in adults: A randomized, double-blind, controlled trial. PLOS ONE 20(1): e0317904. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0317904






