Effetti Antinfiammatori Neurologici degli Adattogeni
Gli adattogeni sono piante straordinarie, apprezzate per la loro capacità di rafforzare la resistenza dell’organismo allo stress, migliorare le funzioni cognitive e ristabilire l’equilibrio naturale del corpo.
Negli ultimi anni, la ricerca ha messo in luce il loro ruolo fondamentale nella regolazione della neuroinfiammazione, un processo coinvolto in patologie neurodegenerative come Alzheimer, Parkinson e depressione. Grazie alla loro azione su diversi livelli del sistema nervoso centrale (SNC), gli adattogeni contribuiscono a ridurre l’infiammazione cronica e a promuovere la protezione neuronale, offrendo un potenziale alleato per il benessere cerebrale.
Il ruolo della neuroinfiammazione nelle malattie del Sistema nervoso centrale
L’infiammazione cronica a livello del sistema nervoso centrale è un fattore determinante nella progressione di malattie neurodegenerative e disturbi psichiatrici. Microglia e astrociti sono le principali cellule coinvolte in questo processo, con un’attivazione eccessiva che porta alla produzione di citochine pro-infiammatorie come TNF-α, IL-1β e IL-6.
Questo stato infiammatorio prolungato compromette la funzionalità neuronale, contribuendo alla degenerazione cerebrale e alla compromissione cognitiva.
Recenti studi suggeriscono che la neuroinfiammazione può essere indotta non solo da processi patologici interni, ma anche da fattori esterni come inquinamento ambientale, stress cronico, disbiosi intestinale e alimentazione squilibrata. Questi elementi aggravano la risposta infiammatoria del SNC, aumentando il rischio di sviluppare patologie neurologiche.
Meccanismi molecolari dell’azione antinfiammatoria degli adattogeni
Gli adattogeni esercitano la loro azione neuroprotettiva attraverso diversi meccanismi molecolari:
- Inibizione delle vie di segnalazione pro-infiammatorie: riduzione dell’attività di NF-κB, MAPK e JAK/STAT, fondamentali per la propagazione della risposta infiammatoria.
- Regolazione dell’asse HPA (ipotalamo-ipofisi-surrene): miglioramento della risposta allo stress e riduzione della produzione di cortisolo, un ormone associato all’infiammazione sistemica.
- Attivazione delle vie antiossidanti: aumento dell’espressione di Nrf2 e HO-1 per contrastare lo stress ossidativo, uno dei principali fattori di danno neuronale.
- Modulazione della permeabilità della barriera ematoencefalica: prevenzione della neurotossicità indotta da metaboliti infiammatori e protezione dall’infiltrazione di cellule immunitarie periferiche.
- Miglioramento della funzione mitocondriale: ottimizzazione della produzione di energia cellulare e riduzione dello stress ossidativo nelle cellule cerebrali.
Adattogeni selezionati e loro effetti
Schisandra chinensis
Questa pianta è ricca di lignani bioattivi, come schisandrina A, B e C, noti per le loro proprietà antinfiammatorie e neuroprotettive. Studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che l’estratto di Schisandra chinensis riduce l’espressione di TNF-α e IL-1β e inibisce la traslocazione nucleare di NF-κB, diminuendo così l’infiammazione neuronale. Inoltre, Schisandra modula la plasticità sinaptica e migliora le funzioni cognitive, suggerendo un potenziale utilizzo nella prevenzione del declino cognitivo.
Eleutherococcus senticosus
Conosciuto anche come ginseng siberiano, questo adattogeno ha dimostrato di avere un impatto positivo sulla neuroinfiammazione attraverso l’inibizione della COX-2 e della sintesi dei leucotrieni. Studi su modelli animali di ictus ischemico hanno mostrato una riduzione delle citochine infiammatorie e una modulazione della flora intestinale, suggerendo un’influenza sull’asse intestino-cervello. L’estratto di Eleutherococcus è stato associato a una riduzione dello stress ossidativo e a un miglioramento della resistenza neuronale ai danni ischemici.
Rhodiola rosea
I principi attivi di Rhodiola, come la rosavina e il salidroside, regolano le risposte allo stress e riducono l’infiammazione cerebrale. L’estratto di Rhodiola ha dimostrato di inibire la produzione di NO e PGE2 in microglia attivate da LPS, oltre a ridurre la fosforilazione delle MAPK, limitando il danno neuronale. Studi clinici hanno indicato che l’assunzione regolare di Rhodiola migliora l’umore, la memoria e la resistenza mentale, rendendola un’opzione interessante per la gestione dello stress cronico e della fatica mentale.
Withania somnifera
Nota come Ashwagandha, questa pianta è utilizzata nella medicina ayurvedica per le sue proprietà neuroprotettive. Studi hanno evidenziato la capacità di Withania somnifera di ridurre l’attivazione della microglia e inibire la via NF-κB, oltre a migliorare la memoria e le funzioni cognitive in modelli sperimentali di Alzheimer e Parkinson. Inoltre, Ashwagandha stimola la neurogenesi e la produzione di BDNF, un fattore di crescita neuronale essenziale per la plasticità cerebrale.
Considerazioni sulla biodisponibilità e sicurezza
Uno dei principali ostacoli nell’applicazione clinica degli adattogeni è la loro biodisponibilità. Molti composti bioattivi hanno una scarsa permeabilità della barriera ematoencefalica, richiedendo formulazioni ottimizzate per aumentarne l’assorbimento.
Tuttavia, la maggior parte degli adattogeni selezionati sono considerati sicuri, con effetti collaterali minimi riportati negli studi clinici. La loro assunzione prolungata può offrire benefici senza effetti avversi significativi, rendendoli candidati ideali per strategie di prevenzione e supporto.
Gli adattogeni rappresentano un’interessante classe di fitoterapici con un potenziale significativo nella modulazione della neuroinfiammazione.
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Fonte: Wróbel-Biedrawa, D., & Podolak, I. (2024). Anti-Neuroinflammatory Effects of Adaptogens: A Mini-Review. Molecules, 29(4), 866. https://doi.org/10.3390/molecules29040866






