Il problema dei sintomi negativi nella schizofrenia
I sintomi negativi della schizofrenia rappresentano una delle sfide più impegnative nella gestione clinica di questa condizione.
A differenza dei sintomi positivi, come deliri o allucinazioni, che rispondono relativamente bene agli antipsicotici, disturbi quali apatia, ritiro sociale ed emozionalità ridotta tendono a persistere nel tempo, compromettendo gravemente il funzionamento quotidiano dei pazienti.
In un recente studio clinico condotto in Cina, pubblicato a gennaio 2025 sul Journal of Clinical Psychiatry, un agente naturale chiamato sulforafano ha dimostrato di attenuare in modo significativo questi sintomi quando assunto in aggiunta alla terapia antipsicotica. Vediamo più nel dettaglio risultati, metodologia e implicazioni di questo lavoro.
Il sulforafano: un composto naturale dalle proprietà neuroprotettive
Il sulforafano è una sostanza presente naturalmente nei broccoli e in altre crucifere, noto per le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e neuroprotettive.
Tra le sue caratteristiche più interessanti vi è la capacità di inibire gli istone deacetilasi (HDAC), enzimi chiave nei meccanismi epigenetici che regolano l’espressione genica. È anche noto per il suo potenziale impatto sul sistema immunitario e sullo stress ossidativo, entrambi coinvolti nella fisiopatologia della schizofrenia.
Queste proprietà rendono il sulforafano un candidato terapeutico ideale per agire su quegli aspetti della schizofrenia—come i sintomi negativi—che sfuggono al controllo dei comuni antipsicotici.
Dettagli dello studio: disegno, popolazione e dosaggio
Lo studio clinico è stato condotto presso il Second Xiangya Hospital dell’Università di Central South, in Hunan. Si è trattato di uno studio randomizzato, controllato con placebo, in doppio cieco, durato 24 settimane.
Caratteristiche principali:
- Partecipanti: 77 pazienti con schizofrenia, con sintomi negativi prevalenti
- Età: 18–50 anni
- Trattamento: 53 hanno ricevuto sulforafano (1.700 mg al giorno), 24 un placebo
- Terapie antipsicotiche: mantenute stabili per tutta la durata dello studio
- Principale strumento di valutazione: scala PANSS (Positive and Negative Syndrome Scale), con particolare attenzione alla sottoscala dei sintomi negativi
La formulazione utilizzata era una versione ad alta potenza del sulforafano (Avmacol Extra Strength), standardizzata per contenere ≥30 mg di glucorafanina per compressa, pari a circa 136 µmol al giorno.
Effetto marcato sui sintomi negativi
I risultati emersi sono chiari: i pazienti trattati con sulforafano hanno mostrato un miglioramento significativo dei sintomi negativi rispetto al gruppo placebo.
I dati principali:
- Diminuzione dei sintomi negativi significativamente maggiore nel gruppo sulforafano già a 12 settimane, con picco a 24 settimane (P ≤ .001)
- Effetto grande con size d = 0.83–0.86 alla fine dello studio
- Miglioramenti particolari su: affettività appiattita, ritiro sociale, apatia e spontaneità conversazionale
Non sono invece emerse differenze significative nella scala CGI (Clinical Global Impression), né per la gravità generale né per il miglioramento clinico percepito.
Una via diversa dagli antipsicotici
Il sulforafano agisce probabilmente attraverso meccanismi distinti rispetto agli antipsicotici dopaminergici. Le sue azioni chiave sembrano coinvolgere:
- Modulazione epigenetica attraverso inibizione di HDAC
- Attività antiossidante con aumento delle riserve di glutatione
- Riduzione dell’infiammazione sistemica e cerebrale
- Possibile protezione neuronale e stimolazione della plasticità sinaptica
Lo studio ha inoltre dimostrato che il miglioramento dei sintomi negativi non era mediato da cambiamenti nei sintomi depressivi o cognitivi, rafforzando l’idea che l’effetto sia diretto e specifico.
Una nuova opzione all’orizzonte?
L’efficacia del sulforafano in questo studio è paragonabile, se non superiore, a quella di alcuni antipsicotici di seconda generazione con riconosciuta attività sui sintomi negativi.
Un miglioramento di circa 3 punti nella sottoscala PANSS è un segnale importante, anche se non sufficiente, da solo, a definire un beneficio clinico globale.
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Fonte: Gennaio 2025, “The Effects of Sulforaphane on Negative Symptoms in Schizophrenia”, Journal of Clinical Psychiatry.






