Strategie per il contrasto al deperimento muscolare
La sarcopenia indica una riduzione progressiva della massa muscolare scheletrica accompagnata da un calo di forza, performance fisica e alterazioni strutturali del tessuto muscolare. Questo fenomeno è spesso legato all’invecchiamento, allo stile di vita sedentario e a un apporto proteico insufficiente. La buona notizia è che, se affrontata correttamente, almeno in parte la sarcopenia può essere rallentata o persino invertita.
Caratteristiche principali della sarcopenia
Nel contesto sarcopenico, il muscolo presenta diverse modifiche patologiche, tra cui:
- Riduzione delle unità motorie: si assiste a un minor numero di connessioni neuromuscolari.
- Infiltrazione di tessuto connettivale e adiposo: nel muscolo striato aumentano i depositi di grasso e di tessuto connettivale, che ne riducono l’efficienza.
- Accumulo di lipofuscina: un pigmento di scarto cellulare che si deposita nelle fibre muscolari.
- Riduzione selettiva delle fibre di tipo II: sia in termini numerici sia nelle loro dimensioni.
- Alterazioni strutturali: cambia la forma e la disposizione dei nuclei dei miofilamenti, la geometria delle linee Z e gli angoli di pennatura.
La sarcopenia può manifestarsi sia in soggetti anziani sani sia in pazienti con patologie croniche. Tuttavia, nei soggetti non affetti da altre malattie invalidanti, un’adeguata attività fisica e un apporto nutrizionale corretto possono aiutare a ripristinare parte della massa e della forza muscolare perse.
Cachessia: il deperimento multifattoriale
La cachessia (o sindrome da deperimento) è una forma di deterioramento ancora più grave rispetto alla sarcopenia, poiché coinvolge sia la perdita di massa muscolare sia la diminuzione del tessuto adiposo. Spesso la cachessia comporta un calo dell’appetito (anoressia) e una condizione di catabolismo accentuato.
Cause sottostanti
La cachessia è dovuta a patologie di varia natura, tra cui:
- Cardiopatie (scompenso cardiaco, cardiomiopatia dilatativa).
- Neoplasie di diverso tipo.
- Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
- Insufficienza renale cronica.
- Infezioni gravi come AIDS, tubercolosi o altre malattie infettive.
- Pancreatite cronica e fibrosi cistica.
- Malattie neurodegenerative (sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer).
- Malattie autoimmuni o degenerative progressive.
Sarcopenia e cachessia come vere e proprie patologie
Secondo la decima conferenza internazionale della Society on Sarcopenia, Cachexia and Wasting Disorders (SCWD), la perdita di massa muscolare dev’essere considerata a tutti gli effetti una malattia, e non soltanto un fattore di rischio.
Negli Stati Uniti, la sarcopenia è stata già classificata con un codice specifico nell’ICD9 (il manuale diagnostico internazionale), mentre in Europa si stima che il 15-35% della popolazione di età superiore ai 75 anni necessiti di assistenza per le normali attività quotidiane (WHO Report on Aging, The Lancet 387, 2016, p. 2145).
Impatto della perdita di muscolo nelle patologie cardiache
Le persone affette da insufficienza cardiaca o altre cardiopatie presentano un rischio elevato di sviluppare sarcopenia e cachessia. Secondo Stephan von Haeling (Dipartimento di Cardiologia e Pneumologia dell’Università di Gottingen), queste condizioni si riscontrano nel 20-50% dei soggetti con insufficienza cardiaca, con punte particolarmente alte nei casi di cardiomiopatia dilatativa.
La cascata di perdita muscolare può evolvere fino alla cachessia, evidenziata da:
- Atrofia muscolare.
- Debolezza e stanchezza generalizzate.
- Riduzione dell’appetito con conseguente perdita di peso.
Conseguenze della sarcopenia negli eventi cerebrovascolari
Le prospettive non sono migliori per i pazienti colpiti da ictus. Alla conferenza SCWD, è stato evidenziato che circa il 20% dei soggetti sviluppa una sindrome da deperimento entro un anno dall’evento acuto.
Come spiega Maurizio Muscaritoli, gran parte della disabilità post-ictus è legata a:
- Mancanza di innervazione del tessuto muscolare dovuta alle lesioni neurologiche.
- Immobilità prolungata.
- Infiammazione sistemica.
- Spasticità e alterato controllo dei riflessi.
Tutti questi fattori concorrono a un’atrofia muscolare progressiva, ma finora mancano linee guida specifiche per includere la gestione della sarcopenia o della cachessia nel percorso riabilitativo post-ictus.
Invecchiamento e riduzione della massa muscolare
Un importante lavoro condotto in Italia su oltre 8.000 soggetti di età compresa tra 18 e 98 anni, coinvolti nel Longevity Check-up, ha messo in luce come la sarcopenia non sia un processo irreversibile. Francesco Landi (Responsabile della UOC di Riabilitazione Geriatrica al Policlinico Gemelli di Roma) sottolinea i risultati principali:
“Scalino” dei 50 anni: intorno a questa età si verifica un calo della massa muscolare (valutata con la circonferenza del polpaccio) compreso tra il 10 e il 20%, associato a:
- Una diminuzione di forza di circa il 60% (misurata con dinamometro).
- Un calo di performance motoria di circa l’80% (valutato con test di alzarsi e sedersi 5 volte senza usare le braccia, misurando la velocità).
Cambiamento non inesorabile: la sedentarietà accelera questi fenomeni, mentre l’attività fisica regolare li rallenta. Un soggetto di 70 anni sedentario può presentare gli stessi valori funzionali di un 80enne abituato a camminare regolarmente (con un “vantaggio” di 10 anni per quest’ultimo). Ancora più rilevante è constatare che un 80enne attivo, che pratica esercizi aerobici e di resistenza, può raggiungere prestazioni muscolari simili a un 50enne sedentario.
Strategie per contrastare la sarcopenia
È fondamentale intervenire sulle abitudini di vita per rallentare – o addirittura invertire – la perdita di massa muscolare:
Attività fisica
- L’esercizio regolare, possibilmente personalizzato, può aumentare la resistenza e la forza muscolare, migliorando la performance fisica più che la massa in sé.
- Allenamenti combinati che includano attività aerobica (camminata, nuoto, cyclette) e esercizi di resistenza (pesi leggeri, elastici) sono risultati particolarmente efficaci.
Alimentazione adeguata
- Una dieta completa ed equilibrata è indispensabile: l’apporto proteico deve essere sufficiente a sostenere il turnover muscolare.
- Integrare proteine di alto valore biologico, vitamine e minerali per sostenere i processi anabolici.
Supplementazione nutrizionale
L’associazione tra esercizio fisico e integratori specifici (ad esempio, miscele di aminoacidi essenziali, aminoacidi ramificati – EAA/BCAA) può favorire l’aumento di massa muscolare, specie delle fibre di tipo II, contrastando l’atrofia.
Conclusioni
La perdita di massa muscolare – che si presenti come sarcopenia o nei casi più complessi come cachessia – rappresenta una condizione patologica cruciale, con impatti rilevanti sull’autonomia del paziente e sulla gestione di numerose patologie. Dalla BPCO all’insufficienza cardiaca, fino agli esiti di ictus, la preservazione della massa e della forza muscolare gioca un ruolo determinante nella qualità di vita e nella prognosi.
Le evidenze mostrano come l’invecchiamento e la perdita di tessuto muscolare non siano processi ineluttabili. Un approccio combinato – che includa attività fisica regolare, un adeguato apporto nutrizionale e, ove necessario, supplementi specifici – può aiutare a ridurre significativamente le conseguenze negative di questi fenomeni. Tenere in considerazione la sarcopenia sin dalle prime fasi di malattia e inserire raccomandazioni mirate nei protocolli di riabilitazione potrebbe consentire un recupero funzionale migliore e più duraturo, soprattutto nelle patologie croniche e degenerative.
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