L’influenza della dieta sul microbioma intestinale
È ormai ben documentato che il tipo di dieta può influenzare la composizione del microbioma intestinale. Secondo uno studio recente, condotto da Liam O’Mahony, l’importanza degli acidi grassi a catena corta (SCFA) come il butirrato e il propionato risulta cruciale nel controllo della progressione delle malattie allergiche respiratorie e alimentari nei bambini di un anno.
Lo studio ha evidenziato che i bambini con un alto contenuto di acido butirrico e acido propionico nelle feci presentavano una minore prevalenza di disturbi allergici e un rischio ridotto di sviluppare allergie alimentari e asma negli anni successivi.
Il ruolo della fibra alimentare e del microbioma
Affinché l’intestino possa contenere un buon livello di SCFA, è essenziale la presenza di fibra alimentare e di un microbioma intestinale attivo.
- La fibra alimentare permette ai batteri intestinali di produrre acidi grassi a catena corta, capaci di modulare il sistema immunitario.
- Senza un adeguato apporto di fibra, il microbioma non cresce in modo equilibrato e può svilupparsi in maniera anomala, influenzando negativamente il sistema immunitario.
O’Mahony ha inoltre sperimentato la somministrazione di butirrato e propionato a topi allergici, ottenendo una significativa riduzione della sintomatologia rispetto ai gruppi di controllo non trattati. Questo apre nuove prospettive terapeutiche che non si limitano alla sola integrazione di SCFA, ma includono piani dietetici personalizzati, strategie di controllo dell’infiammazione e il mantenimento di un microbioma intestinale sano.
Microbioma, obesità e asma: il legame con la disbiosi
Le evidenze epidemiologiche suggeriscono che obesità e asma siano entrambe segnali di disbiosi intestinale, ovvero un’alterazione del microbioma. Questa condizione si riscontra anche in altre superfici di rivestimento dell’organismo, suggerendo un impatto sistemico della disbiosi sulla salute generale.
Uno studio condotto da Sozanska ha analizzato una popolazione polacca residente in un’area rurale fino al 2000, poi progressivamente industrializzata. I risultati hanno mostrato che:
- Il contatto con animali da fattoria nei primi due anni di vita favorisce una maggiore tolleranza immunitaria per tutta la vita.
- La biodiversità intestinale promossa dall’esposizione al microambiente delle stalle riduce il rischio di allergie rispetto a chi cresce in un ambiente urbano.
Queste scoperte confermano che il microbioma intestinale gioca un ruolo chiave nella regolazione del sistema immunitario e nella prevenzione delle allergie.
Una dieta ricca di fibre e un microbioma diversificato fin dalla prima infanzia possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare malattie allergiche.
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Fonte: Aprile 2019. “High levels of butyrate and propionate in early life are associated with protection against atopy”, PubMed






